sabato 12 luglio 2014

JEEP GRAND CHEROKEE 3.0 V6 OVERLAND

JEEP GRAND CHEROKEE 3.0 V6 OVERLAND

































QUESTA è  IL NUOVO MODELLO SICURAMENTE è MEGLIO DEL PRECEDENTE ,  MA RIANDIAMOLO A VEDERE












MA ORA ANDIAMO A CONOSCERE LA STORIA DELLA GRAND CHEROKEE


La Grand Cherokee è un'automobile di tipo fuoristrada, d'alta gamma, prodotta dalla casa automobilistica statunitense Jeep dal 1993, ed attualmente è alla sua quarta generazione. Fino al 2010 ha condiviso il ruolo di ammiraglia della casa insieme al Jeep Commander ma dopo la cessazione della produzione di quest'ultimo rimane da sola al vertice della gamma.Il contesto[modifica | modifica sorgente]
Verso la fine degli anni ottanta, il gruppo Chrysler (proprietario della Jeep) iniziò già a pensare ad un modello che avrebbe dovuto sostituire il Cherokee XJ (perlopiù il modello Wagoneer) nato nel 1984; visto che le vendite dell' XJ continuavano ad essere buone e buone erano anche le vendite della versione Wagoneer, si decise di creare una vettura di dimensioni a cavallo delle due, decisione influenzata anche dall'andamento del mercato, che si affiancasse al modello in produzione senza andarlo a sostituire completamente. Nacque così, nel 1993 la prima generazione della Gran Cherokee che affiancò il Cherokee XJ fino al 2001, anno in cui l'XJ venne sostituito dal nuovo modello e il Jeep Wagoneer lasciò la completa eredita al Grand Cherokee.

Prima serie (1993-1998)[modifica | modifica sorgente]


Jeep Gran Cherokee prima serie (ZJ - ZG)
Nato con la sigla ZJ era inizialmente motorizzato con un 4.0 litri di cilindrata 6 cilindri in linea, nella versione High Output, da circa 190cv e il 5.2 litri V8 AMC che erogava circa 215cv. Tuttavia nel 1998, ultimo anno di produzione dello ZJ, fu introdotto nella gamma motori il potente 5.9 litri V8, disponibile nell'allestimento Limited LX; motore che equipaggiava anche i veicoli commerciali Dodge. Si trattava di una versione rivista dalla Mopar, con iniezione, aspirazione e scarico modificati rispetto al 5.9 tradizionale che donava alla Grand Cherokee prestazioni quasi da sportiva (che le valsero il titolo di SUV più veloce del mondo) e un sound da Muscle car. l'allestimento Limited LX si differenziava dal Limited per la cura nei particolari, l'esclusiva selleria in pelle di maggiore qualità che ricopriva anche i pannelli porta e la leva del cambio.

Versione europea[modifica | modifica sorgente]
Nel 1994 la vettura venne commercializzata anche in Europa con la dicitura identificativa ZG; la produzione del modello riservato al mercato europeo venne affidata alla Magna Steyr che produsse anche le generazioni successive fino al 2010, quando la Fiat, che nel frattempo era entrata nella dirigenza del gruppo Chrysler, decise di chiudere i rapporti con la casa austriaca. In Italia il modello più venduto fu quello con motore 2.5cm³ Turbo Diesel progettato e prodotto dalla VM Motori, azienda italiana con stabilimento a Cento. Questa motorizzazione soffriva di problemi di surriscaldamento, dettati sia dal fatto che era sottodimensionata rispetto al peso dell'auto, sia dallo scarso dimensionamento dell'impianto di raffreddamento: radiatore piccolo e vaso di espansione collocato troppo in basso rispetto al motore. Questo portava le teste del motore (4 per cilindro, separate) a riscaldarsi e a creparsi. Per questo motivo l'azienda di Cento iniziò ad acquisire un brutta reputazione, anche se in realtà la colpa era dei progettisti Chrysler per quanto riguarda il sistema di raffreddamento e della dirigenza che decise di installare un motore sottodimensionato.Seconda serie (1999-2004)[modifica | modifica sorgente]


Jeep Gran Cherokee seconda serie (WJ)
Nel 1999 venne introdotta la versione successiva, il WJ con motori 4,7 litri V8 Powertech da circa 245cv e 3,1 Turbo Diesel 5 cilndri in linea, sempre della VM Motori, che altro non era che la precedente unità (il 2.5 TD dello ZJ) con l'aggiunta di un cilindro, dotato di 140 cv. Purtroppo, anche il 3.1 era afflitto dagli stessi problemi del predecessore. Tra la fine del 2001 e l'inizio del 2002 il 3.1 VM venne sostituito dal 2.7 CRD di origine Mercedes, capace di 163 cv e accoppiato ad un cambio automatico sempre Mercedes, il NAG a 5 marce. In pratica si trattava della stessa unità che equipaggiava anche la Mercedes ML 270 CDI. Venne inoltre presentata una versione potenziata del 4.7 V8 Powertech, denominata High Output e capace di 265cv, offerta di serie con l'allestimento Overland e come optional su Limited.

Restyling 2004[modifica | modifica sorgente]
Nel 2004, ultimo anno di produzione, venne presentata la versione restyling del WJ: il facelift riguardava quasi esclusivamente il frontale dell'auto, con una mascherina ed un paraurti ridisegnato. Furono introdotte anche due versioni in edizione limitata: la Vision, su base Limited, con rifiniture in acciaio spazzolato e navigatore di serie e la "Final Edition", con particolari esterni cromati. La Grand Cherokee della serie WJ riprende lo schema di costruzione UniFrame introdotto a partire dall'XJ, ma i tecnici Chrysler collaborarono con quelli Porsche per progettare un telaio molto più rigido e che unisse i vantaggi dello schema a Chessis con quello autoportante.Nel 2005 iniziò la produzione del WK (internazionalmente conosciuto anche come WH) equipaggiato con il 4,7 V8, il 5,7 V8 Hemi e il 3.0 V6Crd di origine Mercedes (all'estero era dotato anche del 3.7 V6, una declinazione del 4.7 V8). I sistemi di trazione sono stati per i primi modelli il select trac e il quadra trac poi, da alcune versioni del WJ, la quadra drive con il sistema di differenziali varilock. Col tempo il modello è cresciuto nelle dimensioni esterne ma ha sempre conservato comodità e prestazioni in fuoristrada, se si esclude la versione sportiva senza ridotte dell'ultima serie equipaggiata col il 6,1 Hemi SRT8. La vettura è stata sottoposta, sia negli Stati Uniti dall' NHTSA sia in Europa dall' EuroNCAP, a crash test per verificarne la sicurezza. L'ente governativo statunitense la classifica sicura con 5 stelle su 5 nel 2005[2]; quello europeo la classifica sicura con 4 stelle su 5.[3]

Diversi modelli del Grand Cherokee sono stati messi in dotazione presso diversi dipartimenti di polizia negli Stati Uniti nelle unità K9.



La storia di questo modello è stata abbastanza travagliata; la vettura viene concepita e ultimata già nel 2009 quando viene esposta al pubblico al Salone dell'automobile di New York nel 2009 appunto, ma viene  ufficialmente commercializzata a partire dal 2010. La vettura infatti, attraversa il periodo più buio del gruppo Chrysler e dell'industria automobilistica americana. General Motors, che nel frattempo aveva dichiarato bancarotta, e Chrysler (nel 2009) annunciano il fallimento controllato (chapter 11) e l'amministrazione passa sotto il controllo del governo degli Stati Uniti. Per la ristrutturazione e il risanamento del gruppo Chrysler il presidente degli Stati Uniti Barack Obama sceglie Fiat come partner strategico, offrendo al gruppo automobilistico italiano partecipazioni nel capitale Chyrsler in cambio del know how (strategie, piattaforme, motori, tecnologie, rete di vendita e capacità finanziaria).[4]Durante tutte queste trattative e dichiarazioni, cambi di amministrazioni e di dirigenza, i prodotti vengono congelati e tra questi anche il nuovo modello del Grand Cherokee. Il modello, per la novità in se, per il prolungamento dell'attesa dovuta alla situazione economica del gruppo e per la situazione internazionale (Italia - USA) venutasi a formare, ha suscitato molto interesse attorno a se, non solo prima della sua presentazione nel 2009 ma anche al momento della commercializzazione nel 2010 e i mesi successivi. Si tratta quindi del primo modello del gruppo Chrysler ad essere lanciato sul mercato sotto la nuova dirigenza Fiat.[5] Nel 2010[6] è stata sottoposta ai test sulla sicurezza NHTSA totalizzando 4 stelle su 5.[7]

La versione europea[modifica | modifica sorgente]
Nel febbraio del 2011 la quarta generazione del Jeep Grand Cherokee inizia la commercializzazione nel vecchio continente, per tale occasione la Fiat effettua una completa riorganizzazione della distribuzione commerciale. Decide di chiudere ogni trattativa con l'azienda austriaca Magna Steyr e di concentrare la produzione del veicolo nei soli Stati Uniti, importando quindi il modello, già assemblato, in Europa. Inoltre, tramite la controllata FPT, la Fiat acquista il 50% della ferrarese VM Motori e firma un contratto di fornitura di un nuovo propulsore V6 Turbo Diesel fabbricato nello stabilimento VM Motori di Cento. Si tratta del VM A630 DOHC a 6 cilindri disposti a V con angolo di 60°, di 3.0 litri con una potenza massima di 241CV a 4000 giri al minuto e una coppia massima di 550Nm, disponibile fra i 1.800 e i 2.800 giri. Il propulsore è dotato di sistema di iniezione Multijet 2 (di seconda generazione) e di un turbocompressore a geometria variabile. Il motore è omologato per un consumo di 8,3 litri di carburante ogni 100km nel ciclo misto emettendo 218g di anidride carbonica al km. Il veicolo è disponibile anche con una versione dello stesso motore depotenziata a 190cv. Il nuovo propulsore turbodiesel segna un netto miglioramento rispetto al 3.0 turbodiesel di origine Mercedes-Benz che equipaggiava il modello precedente, il quale erogava 218 CV ed era omologato per 10,3 litri/100 km.[8][9] Con questo modello il marchio Jeep inizia ad essere distribuito in Europa tramite la rete distributiva FGA diventando di fatto il sesto marchio dei concessionari del gruppo insieme ad Alfa Romeo, Fiat, Lancia, Abarth e Fiat Professional. Nel 2011 è stata sottoposta ai test sulla sicurezza EuroNCAP totalizzando 4 stelle su 5.[7]



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