JEEP RENEGADE
è UNA MACHINA IN ANTEPRIMA , MA IO VI DARò UN Pò DI DATI TECNICI ,
PREZZO CHE PARTE DA 35.240 EURO A 59.230 EURO
AWD
INTERNI IN PELLE
ESC
ABS
ISOMMA QUESTA AUTO HA TUTTO , MA IL PORTAFOGLIO NON VA PROPRIO DACCORDO CON LA RENEGADE .
è MOLTO BELLA , MA COL PREZZO SI PUO COMPRARE UNA JEEP GRAND CHEROKEE !!!
AUTO SUV FCA BY PIO
SITO DI AUTO CHE DESCRIVE I SUV
martedì 15 luglio 2014
FIAT FREEMONT LOUNGE AWD 170 CV
FIAT FREEMONT LOUNGE AWD 170 CV
Un po’ suv, un po’ crossover, la Fiat Freemont deriva dalla Dodge Journey ma si distingue nel frontale più grintoso – che ben si sposa con gli sportiveggianti cerchi di 17” – e nella coda, con fanali a led e uno scudo più elaborato. Rispetto alla gemella “americana” cambiano anche la plancia e il cruscotto. L’abitacolo offre finiture quasi lussuose ma pure funzionalità: il pratico divano scorrevole ospita tre adulti senza troppi sacrifici, e quando non serve può sparire nel pavimento esattamente come la terza fila di sedili, che porta i posti totali a 7 (ma quand’è in uso lascia poco spazio per i bagagli). Su strada si apprezza il comfort più che l’agilità: le sospensioni sono è turistiche e anche il peso e le dimensioni (489 cm di lunghezza) della Fiat Freemont si fanno sentire. La “base” è già bene equipaggiata, visto che offre di serie anche il “clima” automatico a tre zone e la radio con mp3 e touch screen di 4,3”. Per chi vuole anche qualche lusso c’è la Urban, con sedile di guida regolabile elettricamente e vetri posteriori scuri. Quanto alla motorizzazione, si può scegliere fra la 3.6 V6 a benzina da 280 cavalli e la 2.0 Multijet da 140 CV oppure da 170 CV, tutte con cambio manuale a sei marce. Per la V6 a benzina e per la più potente delle turbodiesel è disponibile anche la trazione integrale. Da aprile 2014 per la 2.0 da 170 cavalli è disponibile anche l’allestimento Black Code, con cerchi di 19”, vernice speciale e navigatore.La Fiat Freemont è una grande suv-crossover destinata a essere utilizzata spesso a pieno carico merita il Multijet da 170 CV, che garantisce brio nei sorpassi e la giusta riserva di potenza in autostrada. Non vale la pena di risparmiare neppure sull’allestimento: oltre al volante e al pomello del cambio in pelle, la ricca Urban ha di serie accessori utili come i sensori di parcheggio e i fari ad accensione automatica, nonché le barre sul tetto, gli specchi ripiegabili elettricamente e il Bluetooth. In ogni caso l’Esp con sistema antiribaltamento e la seconda fila di sedili con Child Booster (rialzi integrati che rendono più sicuro i trasporto dei ragazzi) sono di serie anche per la “base”.
PANDA 4X4 2012 (TERZA GENERAZIONE )
PANDA 4X4 2012 (TERZA GENERAZIONE )
La carrozzeria è la stessa delle altre citycar torinesi, anche se la Fiat Panda 4x4 è più lunga di 4 cm (per un totale di 369) a causa degli scudi dal disegno specifico, provvisti di protezioni inferiori (in plastica) al pari dei sottoporta. Distintivi anche i cerchi in lega bruniti di 15 pollici e, soprattutto, l’assetto rialzato che fa aumentare la distanza minima da terra di quasi 5 cm. Così – anche se come nel modello precedente non sono previste le marce ridotte – è possibile affrontare gli sterrati di un certo impegno, sfruttando appieno i vantaggi del rinnovato sistema di trazione integrale: basato su due frizioni magnetiche e gestito dall’elettronica, trasferisce la coppia alle ruote dietro quando rileva uno slittamento di quelle davanti; per le situazioni critiche c’è il tasto Eld (di fianco alla leva del cambio), che migliora la “motricità” frenando singolarmente le ruote che perdono aderenza (o che sono addirittura sollevate). Quanto agli interni, troviamo sedili più “contenitivi” e, come i pannelli delle porte, rivestiti in ecopelle lavabile; presente anche un portaoggetti aggiuntivo, ma il quinto posto rimane a pagamento. La guida su strada della Fiat Panda 4x4 non risente dei circa 80 kg di massa in più rispetto alla versione con trazione anteriore, dunque l’agilità rimane elevata e, visto che il sedile di guida è più alto da terra, migliora pure la visibilità (un vantaggio anche nei parcheggi). Equilibrati i due motori disponibili, ossia il bicilindrico a benzina 0.9 TwinAir da 85 CV e il quattro cilindri a gasolio 1.3 16V Multijet da 75.
La 0.9 TwinAir Turbo costa meno ed è più brillante della Fiat Panda 4x4 diesel (più pesante e con 10 CV in meno), ma quest’ultima consuma meno: conviene a chi prevede di effettuare percorrenze annue elevate. L’unico allestimento disponibile include anche i fendinebbia, tuttavia gli airbag laterali anteriori vanno aggiunti a pagamento. Fra gli optional, anche il “clima” automatico anziché manuale e il vivavoce Blue&Me che comprende l’ingresso Usb
Non ripercorreremo l’intera panoramica della Fiat Panda che vi abbiamo già mostrato in passato; più semplicemente, vi vogliamo raccontare come si comporta nella guida di tutti i giorni la Fiat Panda 4×4, la stessa che avevamo già visto nelle escursioni più estreme a Madonna di Campiglio (clicca qui per rivedere il test drive Winter Fun di Madonna di Campiglio -> articolo).Allora la guidammo in versione Multi Air da 85 cavalli, mentre stavolta ci è toccato il Multi Jet diesel da 1.3 litri e 75 cavalli, forse pochini rispetto a quelli dati dalla spinta del Multi Air. La differenza sta soprattutto dove il 4×4 non serve, e cioè nella guida cittadina e sulle statali, dove bisogna spremere a fondo l’acceleratore per avere un po’ di grinta.La brutta notizia in quest’ottica è però l’insonorizzazione, con il motore che entra pesantemente nell’abitacolo, specialmente se le velocità aumentano. Ma è sull’off road e nelle condizioni meno agiate che la Fiat Panda 4×4 dà il meglio di sè: nonostante il cambio gommoso e la frizione dal feedback ovattato, è l’ELD a rappresentare una innovazione da tenere in gran conto.Cos’è l’ELD? E’ il sistema di bloccaggio elettronico del differenziale, che frena le gomme in caso di slittamento ripartendo la potenza alle altre. Tradotto in termini pratici, l’ELD ci consente di scalare dislivelli che altrimenti ci saremmo sognati, e di raggiungere percorsi dove altre vetture senza queste caratteristiche finirebbero per impantanarsi inesorabilmente.Se il comfort acustico non è il massimo, da sottolineare in positivo sono la precisione del volante, che con la servo assistenza elettrica si indurisce al punto giusto ma che con il pulsantino City torna a essere morbido e pratico, e l’assenza di rollio, un fatto inaspettato specialmente per questa Fiat Panda 4×4, che rispetto al modello normale acquista qualche centimetro in altezza che facilita non poco l’ingresso a bordo.Dentro, Fiat Panda 4×4 conserva tutto il DNA della sorella meno estrema, che abbiamo già testato a lungo in città e fuori porta, con una frenata poderosa in cui nemmeno i terreni viscidi portano a sbandamenti inattesi. L’ABS fa il suo dovere, proprio come gli altri sistemi di sicurezza, e lo start and stop ci aiuta a non consumare più carburante del dovuto, un fatto importante visto che in termini di consumi questo diesel si ferma a una media di 12 chilometri per litro in città, e quasi 15 in autostrada.In generale, preferiremmo sempre la Panda 4×4 al modello normale, ma è anche vero che bisogna fare i conti con il portafogli. In questa versione, infatti, la Fiat Panda 4×4 parte da 17.000 euro, e arriva a costarne fino a 20.000 se gli optional ci sono tutti.
Tanto? Forse, ma rimane una piccola city car in grado di arrampicarsi ovunque senza scomporsi, anche grazie agli pneumatici particolari di serie pensati da Fiat, capaci di lavorare a temperature estreme senza necessità di sostituzioni durante la bella stagione.
ALLA FINE LO POSSIAMO DEFINIRE UN OTTIMO SUV
La carrozzeria è la stessa delle altre citycar torinesi, anche se la Fiat Panda 4x4 è più lunga di 4 cm (per un totale di 369) a causa degli scudi dal disegno specifico, provvisti di protezioni inferiori (in plastica) al pari dei sottoporta. Distintivi anche i cerchi in lega bruniti di 15 pollici e, soprattutto, l’assetto rialzato che fa aumentare la distanza minima da terra di quasi 5 cm. Così – anche se come nel modello precedente non sono previste le marce ridotte – è possibile affrontare gli sterrati di un certo impegno, sfruttando appieno i vantaggi del rinnovato sistema di trazione integrale: basato su due frizioni magnetiche e gestito dall’elettronica, trasferisce la coppia alle ruote dietro quando rileva uno slittamento di quelle davanti; per le situazioni critiche c’è il tasto Eld (di fianco alla leva del cambio), che migliora la “motricità” frenando singolarmente le ruote che perdono aderenza (o che sono addirittura sollevate). Quanto agli interni, troviamo sedili più “contenitivi” e, come i pannelli delle porte, rivestiti in ecopelle lavabile; presente anche un portaoggetti aggiuntivo, ma il quinto posto rimane a pagamento. La guida su strada della Fiat Panda 4x4 non risente dei circa 80 kg di massa in più rispetto alla versione con trazione anteriore, dunque l’agilità rimane elevata e, visto che il sedile di guida è più alto da terra, migliora pure la visibilità (un vantaggio anche nei parcheggi). Equilibrati i due motori disponibili, ossia il bicilindrico a benzina 0.9 TwinAir da 85 CV e il quattro cilindri a gasolio 1.3 16V Multijet da 75.
La 0.9 TwinAir Turbo costa meno ed è più brillante della Fiat Panda 4x4 diesel (più pesante e con 10 CV in meno), ma quest’ultima consuma meno: conviene a chi prevede di effettuare percorrenze annue elevate. L’unico allestimento disponibile include anche i fendinebbia, tuttavia gli airbag laterali anteriori vanno aggiunti a pagamento. Fra gli optional, anche il “clima” automatico anziché manuale e il vivavoce Blue&Me che comprende l’ingresso Usb
Non ripercorreremo l’intera panoramica della Fiat Panda che vi abbiamo già mostrato in passato; più semplicemente, vi vogliamo raccontare come si comporta nella guida di tutti i giorni la Fiat Panda 4×4, la stessa che avevamo già visto nelle escursioni più estreme a Madonna di Campiglio (clicca qui per rivedere il test drive Winter Fun di Madonna di Campiglio -> articolo).Allora la guidammo in versione Multi Air da 85 cavalli, mentre stavolta ci è toccato il Multi Jet diesel da 1.3 litri e 75 cavalli, forse pochini rispetto a quelli dati dalla spinta del Multi Air. La differenza sta soprattutto dove il 4×4 non serve, e cioè nella guida cittadina e sulle statali, dove bisogna spremere a fondo l’acceleratore per avere un po’ di grinta.La brutta notizia in quest’ottica è però l’insonorizzazione, con il motore che entra pesantemente nell’abitacolo, specialmente se le velocità aumentano. Ma è sull’off road e nelle condizioni meno agiate che la Fiat Panda 4×4 dà il meglio di sè: nonostante il cambio gommoso e la frizione dal feedback ovattato, è l’ELD a rappresentare una innovazione da tenere in gran conto.Cos’è l’ELD? E’ il sistema di bloccaggio elettronico del differenziale, che frena le gomme in caso di slittamento ripartendo la potenza alle altre. Tradotto in termini pratici, l’ELD ci consente di scalare dislivelli che altrimenti ci saremmo sognati, e di raggiungere percorsi dove altre vetture senza queste caratteristiche finirebbero per impantanarsi inesorabilmente.Se il comfort acustico non è il massimo, da sottolineare in positivo sono la precisione del volante, che con la servo assistenza elettrica si indurisce al punto giusto ma che con il pulsantino City torna a essere morbido e pratico, e l’assenza di rollio, un fatto inaspettato specialmente per questa Fiat Panda 4×4, che rispetto al modello normale acquista qualche centimetro in altezza che facilita non poco l’ingresso a bordo.Dentro, Fiat Panda 4×4 conserva tutto il DNA della sorella meno estrema, che abbiamo già testato a lungo in città e fuori porta, con una frenata poderosa in cui nemmeno i terreni viscidi portano a sbandamenti inattesi. L’ABS fa il suo dovere, proprio come gli altri sistemi di sicurezza, e lo start and stop ci aiuta a non consumare più carburante del dovuto, un fatto importante visto che in termini di consumi questo diesel si ferma a una media di 12 chilometri per litro in città, e quasi 15 in autostrada.In generale, preferiremmo sempre la Panda 4×4 al modello normale, ma è anche vero che bisogna fare i conti con il portafogli. In questa versione, infatti, la Fiat Panda 4×4 parte da 17.000 euro, e arriva a costarne fino a 20.000 se gli optional ci sono tutti.
Tanto? Forse, ma rimane una piccola city car in grado di arrampicarsi ovunque senza scomporsi, anche grazie agli pneumatici particolari di serie pensati da Fiat, capaci di lavorare a temperature estreme senza necessità di sostituzioni durante la bella stagione.
ALLA FINE LO POSSIAMO DEFINIRE UN OTTIMO SUV
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